Nel giorno in cui tutta Italia è impegnata nel ricordo del Sommo Poeta, l’Arte del Comunicare vuole farlo attraverso Gianni Vacchelli, narratore, scrittore e docente che ha tra i suoi principali oggetti di studio e di scrittura proprio Dante.

Gianni Vacchelli Artista, narratore, scrittore, docente

Qui di seguito uno scorcio della diretta con Vacchelli dello scorso novembre all’uscita del suo libro “Dante e l’iniziazione femminile: Beatrice, Maria e altre Dee” 

[D] Cosa intendi per iniziazione?

[R] Iniziazione significa entrare in profondità nella vita, abbandonare la scorza. Dantescamente significa una vita rinnovata dall’amore, dalla conoscenza e dall’azione, una triade indissolubile… una cosa di cui ci sarebbe tanto bisogno oggi. Sapïenzaamore e virtute, dice Dante in un punto dell’Inferno, uno dei misteri, dei miracoli del viaggio dantesco dove il divino è una dimensione insostituibile della realtà, ma non l’unica. Il femminile è capace di fare spazio al divino, di amare il divino. Dante quando parla di femminile lo intende per le donne ma anche come femminile anche nel maschile. 

[D] Che ruolo hanno le donne nella Divina Commedia?

[R] Le donne innamorate, quelle votate all’amore, che sentono il primato dell’amore, le donne che hanno intelletto d’amore, hanno un’importanza fondamentale per Dante. Sono donne che hanno intelligenza d’amore, che comprendono amore, donne che sanno che amore e conoscenza sono collegati. Ecco, queste sono le iniziatrici. Sono quelle donne che quando le incontri la tua vita si trasforma, si rinnova. Le due donne più importanti sono Beatrice e Maria. Dante racconta di aver conosciuto Beatrice fin da bambino, una conoscenza di lunga data. Sono donne piene di amore e intelligenza, che lo hanno aperto a un nuovo modo di essere uomo. 

[D] Cos’è il femminile per Dante?

[R] Il femminile è donna. Il femminile è anche una parte che sta nell’uomo, una dimensione interiore, spirituale. Il femminile è un dimensione psicologica interiore, ma anche una dimensione poetica e politica. Il femminile è una forza antisistema, una forza ispirante. Paradossalmente è un modo di intendere la vita diverso da quello del sistema dominante. Per questo in Dante le donne sono chiamate a non omologarsi al sistema. Donne con una forza rivoluzionaria che abdicano alla loro vocazione, una forza che sa dire sì alla vita e no al sistema. Non sono quelle che cercano di arrivare pari agli uomini perché se fanno così giocano il gioco dei dominatori. Le donne sono coloro che giocano un’altra via. In Dante il femminile offre un altro sguardo sulla realtà che non è sentimentale. Sicuramente il femminile in Dante è anche una via della sensibilità, ma è una via rigorosa, potente, che mette al centro l’amore. 

[D] L’amore che muove il sole e le altre stelle…

[R] Questa rivoluzione femminile dantesca è proprio il primato della vita amante e conoscente. Ci vuole Dante per ricordare quanto le donne iniziatrici siano importanti. Il buon maschile è quello che entra in contatto con il femminile facendosi iniziare, quello che si ricorda del femminile e va verso di lui e si alleano. Ecco che nasce una nuova realtà, i due diventano una nuova cosa. Il mondo di Dante è tra Beatrice, Maria e Lucia, le tre donne che favoriscono il viaggio di Dante. Il risveglio in Dante avviene attraverso il femminile legato alla triade di cui parlavo prima. Beatrice è una donna, per Dante è l’incontro con un femminile incarnato. Beatrice è una donna miracolosa, nel senso che è stato un miracolo per Dante, un incontro che fa scoprire la sua anima, l’amore gli scatena la voglia di scrivere. Beatrice lo accende come essere umano, come uomo. Gli fa venire voglia di cercare Dio, di amare Dio. Ecco, Beatrice è tutte queste cose; Maria incarna tutte queste cose nel modo più compiuto, cioè rappresenta l’umanità realizzata per Dante, l’umanità che puoi essere. Per Dante, Maria è proprio tutte quelle caratteristiche del femminile che enunciavamo prima portate all’ennesima potenza. Maria ha una forza rivoluzionaria e ed è una forza anche mite ma potentissima, non violenta. Maria è la grande dea, è la grande madre. Beatrice è la via personale di Dante per arrivare a tutto questo ed è la via di eros per Dante, l’energia dell’amore, della sessualità.

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