Il tempo della Terra: settembre gentile e il ritorno al lavoro

C’è un momento, ogni anno, in cui l’aria cambia timbro prima ancora che cambi temperatura. Le giornate sono ancora lunghe, il sole scalda ancora le pelli abbronzate, eppure qualcosa, dentro, comincia già a raccogliersi. È la tarda estate: la stagione più discreta e meno raccontata della Medicina Tradizionale Cinese, quella che i testi classici affidano all’Elemento Terra.

Non è un caso che questo numero esca proprio ora. Mentre le agende si riempiono di nuovo, mentre le caselle di posta tornano a popolarsi e i calendari si infittiscono di riunioni rimandate a settembre, il corpo — e con lui la mente — attraversa un passaggio che merita attenzione, non fretta.

La Terra, il centro che non si vede

Nella teoria dei Cinque Elementi, la Terra occupa una posizione speciale: non ha una direzione cardinale, ma il Centro. È l’elemento che non spinge verso l’esterno, come il Legno della primavera, né si irradia, come il Fuoco dell’estate: raccoglie, digerisce, trasforma. Governa Milza e Stomaco, gli organi che nella visione cinese non si occupano solo di nutrimento fisico, ma anche di “digestione” delle esperienze, dei pensieri, degli stimoli che riceviamo.

Il suo colore è il giallo, il suo sapore il dolce — non lo zucchero che rincorriamo per consolarci, ma la dolcezza vera dei cereali integrali, delle radici, della zucca che matura proprio in questi giorni. E la sua emozione, quella che merita più cura, è la preoccupazione: quel rimuginare mentale che, quando è in eccesso, “ingorga” il Centro invece di lasciarlo libero di trasformare.

Vi suona familiare? A me sì. È l’emozione che accompagna spesso il rientro: la lista di cose da fare che si allunga, il pensiero che anticipa impegni non ancora arrivati, la sensazione di dover già essere altrove mentre si è ancora qui.

Quando il Centro è squilibrato

Un Elemento Terra in affanno si riconosce in piccoli segnali, spesso ignorati perché troppo quotidiani: stanchezza dopo i pasti, difficoltà a concentrarsi, pensieri che girano in tondo senza approdare a una decisione, un bisogno di “controllare tutto” che nasconde, in realtà, insicurezza. Sul lavoro, questo si traduce in perfezionismo ansioso, procrastinazione mascherata da eccesso di pianificazione, o quella sensazione di non riuscire mai a “chiudere il cerchio” su un progetto.

Non è debolezza. È un elemento che chiede di essere nutrito prima di essere spinto a produrre.

Immagine con due mani che formano un triangolo esercizio milza qigong

Due pratiche per accompagnare la ripresa

Non propongo soluzioni, ma piccoli gesti quotidiani — nello spirito del tempo gentile che da sempre guida il mio lavoro. Nessuna delle due pratiche richiede più di dieci minuti, e possono trovare spazio anche nella giornata più densa.

1. Il respiro del Centro (Qigong Medico, 5 minuti)

In piedi o seduti, con la schiena eretta ma non rigida, portate entrambe le mani sull’addome, appena sotto l’ombelico — nella tradizione cinese, la zona del Dan Tian, il campo del cinabro, sede della Terra interiore.

  • Inspirate lentamente dal naso, immaginando di “raccogliere” l’aria in quel punto, come se il ventre si gonfiasse dolcemente sotto le mani.
  • Espirate ancora più lentamente, immaginando di lasciar andare, insieme al respiro, un pensiero ricorrente o una preoccupazione specifica.
  • Ripetete per sette-nove respiri, senza fretta di “fare bene”: la Terra non si affretta, matura.

Questo semplice gesto, ripetuto prima di una riunione impegnativa o all’apertura della giornata lavorativa, aiuta a spostare l’attenzione dalla mente che rimugina al corpo che accoglie — ristabilendo quella funzione di “trasformazione” che è propria della Milza.

2. Il pasto come atto di consapevolezza (Terra a tavola)

Nella visione della MTC, la Milza detesta il freddo, la fretta e l’eccesso di pensiero durante i pasti — tre condizioni che, ironia della sorte, descrivono perfettamente il pranzo di lavoro medio.

Per una settimana, provate a scegliere un solo pasto al giorno da consumare senza schermi, senza email aperte accanto al piatto, privilegiando cibi caldi, cotti, leggermente dolci (carote, cereali integrali, legumi ben cotti). Non è una dieta: è un esercizio di presenza che restituisce alla digestione — fisica e mentale — lo spazio che le spetta.

Chi lo desidera può accompagnare il pasto con un pensiero semplice, quasi una piccola liturgia laica: “Ora nutro il corpo che sostiene il pensiero.”

Un rientro che non sia solo ripartenza

Viviamo in un’epoca che confonde spesso la ripresa con l’accelerazione immediata: si torna dalle vacanze e si pretende, da sé stessi, la stessa energia di aprile. Ma il ciclo dei Cinque Elementi ci ricorda che ogni fase ha il suo tempo, e che la Terra — prima di generare il Metallo dell’autunno, stagione del raccoglimento e del respiro — ha bisogno di essere prima nutrita, poi messa al lavoro.

Vi auguro un settembre che sappia essere gentile con voi prima ancora che produttivo: la vera efficacia, in fondo, nasce sempre da un centro ben radicato.

  • Sono nata nel cuore di Milano quando il quartiere del centro era un piccolo paese. I miei genitori avevano una piccola latteria con licenza per cibi cotti.
    Parto da qui perché qui è iniziata la mia formazione nella gentilezza.
    Aperta e curiosa ho fatto della comunicazione la mia ragione professionale. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, ho coltivato la passione per la scrittura diventando giornalista nel 2005.
    Nel tempo ho scoperto che aiutare gli altri, accompagnarli nelle loro trasformazioni personali e professionali era la mia missione. Così mi sono rimessa a studiare e sono diventata Life e Business Coach.
    Oggi insegno allo IED - Istituto Europeo del Design di Milano e alla Società Umanitaria, sono facilitatrice maieutica in azienda dove porto la gentilezza come competenza per il benessere organizzativo.
    Come mentore gentile accompagno anche donne oltre i 40 anni che vivono un momento di confusione a ritrovare la strada per vivere una vita più piena.
    Mi considero una ricercatrice spirituale e per questo alle competenze di base di coach ho unito l'arte gentile di lunga vita branca della Medicina Tradizionale Cinese: il QiGong.

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