Tra informazioni che arrivano numerose e risposte sempre a portata di mano, astrologia, tarocchi, archetipi e narrazioni stanno tornando a farsi spazio, ma non come alternative alla ragione… come strumenti per dare un senso a quello che viviamo.
Una manager consulta i tarocchi, un ingegnere segue un corso di astrologia, una professionista con due lauree partecipa a una costellazione familiare, un medico legge Jung. Se queste scene fossero state raccontate trent’anni fa, probabilmente sarebbero state considerate eccentriche. Oggi, invece, sono molto più comuni di quanto si pensi e attraversano ambienti sociali e professionali molto diversi tra loro.
Il punto, però, non è capire se queste persone credano davvero all’astrologia o ai tarocchi. La domanda più interessante è un’altra: perché persone perfettamente inserite nella società, spesso con una formazione solida e razionale, continuano a cercare strumenti che vengono ancora considerati marginali o poco seri?
Non è soltanto una moda
Dire che si tratta di una moda è la spiegazione più facile. Ma le mode passano, mentre questo interesse continua a tornare, cambiando forma e trovando spazio un po’ ovunque: nelle librerie, nei festival, sui social, nei percorsi di crescita personale e anche in contesti professionali.
Per molto tempo abbiamo dato per scontato che il progresso avrebbe sostituito il mito, che la razionalità avrebbe reso inutili i simboli e che la tecnologia avrebbe risposto a tutte le domande importanti. Sembrava logico: se abbiamo accesso a così tante informazioni, perché dovremmo ancora affidarci a immagini, racconti e archetipi?
E invece è successo qualcosa di diverso. Le informazioni sono aumentate, le risposte anche, ma il bisogno di capire davvero quello che viviamo non è diminuito. Anzi, forse è diventato ancora più evidente.
Sapere e comprendere non sono la stessa cosa
Oggi sappiamo moltissimo. Possiamo informarci su qualsiasi cosa in pochi secondi, seguire ciò che accade dall’altra parte del mondo e trovare spiegazioni dettagliate su quasi tutto. Ma questo non significa automaticamente capire.
Sapere e comprendere sono due cose diverse. Possiamo conoscere il funzionamento delle emozioni e non capire perché una certa esperienza ci abbia segnati così tanto. Possiamo leggere libri sulla felicità senza riuscire a dire cosa renda davvero significativa la nostra vita. Possiamo analizzare una relazione in ogni dettaglio e comunque non coglierne il senso profondo.
La conoscenza descrive, il significato interpreta. È una differenza sottile, ma fondamentale. Il filosofo Byung-Chul Han ha scritto molto su questo: viviamo in una società piena di informazioni, ma spesso fatichiamo a trasformarle in esperienza. Siamo circondati da contenuti, ma non sempre riusciamo a elaborarli davvero.
Il ritorno dei simboli
È forse qui che i simboli tornano ad avere un ruolo e non come alternativa alla razionalità, ma come qualcosa che la completa, perché risponde a un bisogno diverso.
Carl Gustav Jung lo aveva intuito già tempo fa. Studiando miti e sogni di culture diverse, aveva notato che gli esseri umani tendono a organizzare la propria esperienza attraverso immagini ricorrenti: l’eroe, il viaggio, l’ombra, la madre, il vecchio saggio. Figure che ritornano continuamente, anche se cambiano forma.
Jung non diceva che queste immagini fossero vere in senso letterale. Diceva qualcosa di più interessante: che erano significative. E il significato non si misura, non si verifica in laboratorio e non si scarica da internet. Va costruito, attraversato, riconosciuto dentro di sé.
Il simbolo non spiega, ma apre possibilità
Un’opera d’arte non ti dice cosa pensare, ma ti invita a interpretare. Una poesia non spiega, suggerisce. Un sogno non dà risposte chiare, ma apre possibilità. Anche i tarocchi, al di là delle convinzioni personali, spesso funzionano così: come immagini che fanno nascere domande.
Il simbolo rallenta. Ti costringe a fermarti, a non prendere la prima risposta disponibile e a cercare qualcosa che abbia senso davvero per te, non solo dal punto di vista logico.
Siamo creature narrative
Jonathan Gottschall, nel suo Homo Narrans, sostiene che siamo esseri narrativi prima ancora che razionali. Costruiamo la nostra identità attraverso storie, rileggiamo il passato come un racconto e immaginiamo il futuro nello stesso modo.
Se è così, allora il ritorno dei simboli non è così strano. Non è un passo indietro verso l’irrazionalità, ma il segno che abbiamo bisogno di interpretare, non solo di sapere. In un mondo pieno di risposte veloci, cresce il bisogno di fare domande migliori.
Non è un caso che, mentre si sviluppa l’intelligenza artificiale, aumenti anche l’interesse per tutto ciò che riguarda simboli, metafore e ricerca di senso. Sembrano due direzioni opposte, ma forse nascono dalla stessa esigenza: orientarsi in qualcosa che diventa sempre più complesso.
Recuperare l’arte dell’interpretazione
La vera sfida, forse, non è ottenere più risposte. Le macchine lo fanno già molto bene. La sfida è recuperare qualcosa di più umano: la capacità di interpretare.
Una società che sa tutto ma non riesce a dare senso a ciò che vive rischia di essere piena di informazioni e, allo stesso tempo, profondamente disorientata. Forse è per questo che continuiamo a cercare simboli: non perché ci dicano cosa pensare, ma perché ci aiutano a fermarci e a capire cosa stiamo davvero cercando.
Questa pagina contiene link di affiliazione Amazon. In qualità di Affiliato Amazon, la rivista riceve un guadagno dagli acquisti idonei effettuati tramite i collegamenti presenti nella pagina.
Consigli di lettura

L’uomo e i suoi simboli
Autore: Carl Gustav Jung
Editore: Raffaello Cortina Editore
Descrizione: Un’opera fondamentale per avvicinarsi al pensiero junghiano e comprendere il modo in cui sogni, immagini e simboli mettono in comunicazione la parte cosciente della nostra mente con ciò che si muove più in profondità. L’edizione illustrata rende la lettura particolarmente coinvolgente e accessibile anche a chi non possiede una preparazione specifica in ambito psicologico.

Immagini e simboli.
Autore: Mircea Eliade
Editore: Jaca Book
Descrizione: Un viaggio attraverso immagini, miti e simboli presenti in culture differenti, che mostra come il pensiero simbolico non appartenga soltanto alle civiltà antiche, ma continui a vivere nell’essere umano contemporaneo. È una lettura preziosa per comprendere perché alcune figure attraversino epoche e tradizioni diverse continuando a parlarci, anche quando non sappiamo spiegare razionalmente il motivo.

L'istinto di narrare
Autore: Jonathan Gottschall
Editore: Bollati Boringhieri
Descrizione: Perché passiamo una parte così grande della nostra vita immersi nelle storie? Gottschall esplora il bisogno umano di raccontare e raccontarsi, mostrando come le narrazioni contribuiscano a costruire identità, relazioni e visioni del mondo. Un libro particolarmente adatto per approfondire il legame tra simbolo, racconto e ricerca di significato.
Strumenti per esplorare il linguaggio simbolico
Non occorrono conoscenze particolari per iniziare a osservare il modo in cui immagini, simboli e narrazioni entrano nella nostra esperienza. Servono soprattutto attenzione, curiosità e la disponibilità a non cercare immediatamente una risposta definitiva.
Un quaderno dei sogni e dei simboli
Uno spazio personale nel quale annotare sogni, immagini ricorrenti, coincidenze, emozioni e figure che attirano la nostra attenzione. Non è necessario interpretare subito ciò che emerge: spesso il significato diventa più chiaro rileggendo gli appunti dopo qualche tempo.
Un mazzo di Tarocchi Rider-Waite-Smith
La ricchezza delle immagini e dei particolari simbolici rende questo mazzo adatto anche a chi desidera utilizzarlo come strumento di osservazione e narrazione, indipendentemente dalla pratica divinatoria.
Carte associative con immagini
Fotografie e illustrazioni aperte a interpretazioni differenti possono diventare uno stimolo per scrivere, costruire racconti o dare una forma visiva a emozioni difficili da esprimere attraverso le parole.
Una raccolta di immagini d’arte
Dipinti, fotografie e opere appartenenti a epoche differenti possono costituire un piccolo archivio simbolico personale. Osservare quali immagini ci attraggono, ci disturbano o fanno emergere un ricordo è già un esercizio di interpretazione.
Un dizionario dei simboli
Il dizionario di Jean Chevalier e Alain Gheerbrant permette di approfondire l’origine storica, culturale e religiosa delle immagini simboliche. È uno strumento di consultazione da affiancare all’esperienza personale, senza considerare le sue definizioni come interpretazioni universali.
I collegamenti ai prodotti sono proposti come possibili riferimenti per approfondire l’argomento. Gli strumenti simbolici descritti sono destinati alla riflessione personale e alla creatività e non sostituiscono un percorso psicologico o psicoterapeutico.
-
Visualizza tutti gli articoli
Sono import-export manager e lavoro nel commercio internazionale, dove la comunicazione è uno strumento concreto per creare connessioni tra persone, culture e opportunità.
Sono specialista in comunicazione e speaker. Il mio obiettivo, profondo e personale, è divulgare contenuti che possano aiutare le persone a vivere in modo più consapevole, migliorando il modo in cui si esprimono, si ascoltano e si relazionano. Da questa visione nasce “L’Arte del Comunicare”: uno spazio pensato per offrire spunti, riflessioni e strumenti che non siano solo informativi, ma capaci di generare reale consapevolezza.
Integro a questo percorso una dimensione intuitiva come tarologa e medium, utilizzando anche il linguaggio simbolico per favorire ascolto interiore e consapevolezza.
Sono fondatrice dell’associazione culturale Mirabilia, con cui creo eventi dedicati al benessere psicofisico e alla crescita personale, con l’intento di riportare le persone a vivere con entusiasmo e meraviglia la vita nelle sue molteplici sfaccettature.
Comunicare, per me, significa creare ponti: tra mente e intuizione, tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare.Per contatti 351-9325551 | facebook personale @claudia.Baldini.397
Ass. Culturale Mirabilia | facebook&instagram @mirabilia.associazione
Eventi:
facebook @benessereemagia | instagram @benessere_e_magia
facebook&instagram @Artemisia.evento

