La stoltezza giovanile. La divinazione: strumento di connessione con il divino o superstizione?

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La divinazione fa male? E’ pericolosa?

L’I Ching, come ho già avuto modo di scrivere negli articoli precedenti, è composto da 64 ideogrammi, che costellano un percorso iniziatico completo.

All’interno di questo viaggio ogni ideogramma rappresenta un simbolo e, in quanto tale, mostra l’ambivalenza di ciascuna delle 64 situazioni: in ogni evento della vita c’è un aspetto favorevole ed uno sfavorevole.

Questa analisi è in perfetta simbiosi con il significato teoretico del Tao: ad ogni valore coincide un valore opposto a cui è imprescindibilmente legato, poiché, senza di esso, non avrebbe modo di esistere per la nostra coscienza e di essere compreso. Entrambe le parti hanno a loro volta in sé il valore opposto ma solo insieme costituiscono una Unità. Questo è il principio del Tutto. Un’immagine dinamica (mutamento) con un movimento ad infinitum.

Questa immagine riassume in maniera geniale ed esauriente forse il più grande tema filosofico che ad oggi l’Occidente non ha ancora risolto: qual è e com’è il principio del Tutto?

Ciascun ideogramma – simbolo – fissa un’esperienza associata a un momento di vita fondamentale, in cui l’allievo ha modo di apprendere i principi essenziali che strutturano un percorso di conoscenza in armonia con le leggi universali.

Con grande, grandissima, perspicacia il quarto ideogramma esplicita, con pochissime parole, come si deve usare lo strumento divinatorio.

Sembra una banalità, invece questo ideogramma, il quarto, denominato “La Stoltezza Giovanile”, mette sapientemente ordine ad una controversia, tipicamente occidentale, che da secoli ha relegato la divinazione nella cupa ed oscurantista cantina della nostra illuminista ed inquisitrice coscienza europea. Credo non sia difficile ricordare quanto le discipline analogiche (olistiche) siano state pesantemente screditate con l’avvento del cristianesimo che ha catalogato come “pagane” tradizioni spirituali millenarie e profondamente in linea con le leggi della Natura e di un vero e rispettoso Ordine Cosmico. E poi, a partire dall’età moderna, ossia dal XVI-XVII sec. si sono aggiunti drammaticamente intellettuali vari, filosofi, scienziati, teologi, studiosi e uomini del potere: tutti impegnati a mostrare la pericolosa evanescenza della divinazione e delle pratiche pagane, mentre il Papa è formalmente il discendente di un Lucumone.

Piccola digressione di carattere storico e civile. I nostri impavidi Galileo Galilei ed Isaac Newton (i rivoluzionari fondatori del linguaggio logico – matematico – scientifico), furono esperti in linguaggi esoterici e in scienze occulte: il primo fu un grande astrologo, che forniva i suoi servizi su commissione. ll secondo fu – anche – un riservato ma solido studioso e ricercatore di occultismo: dopo la sua morte fu trovato un baule colmo di documenti che certificavano i suoi studi in merito alle sue ricerche. Tuttavia, i colleghi, inorriditi se non spaventati, occultarono tutto. Chissà cosa scoprì? E che fine fecero quei documenti? Mah…

La visione esoterica e taoista dell’I Ching

Invece, il nostro Libro dei Mutamenti, con il quarto ideogramma, sbaraglia immediatamente ogni incertezza, ogni esitazione. La questione è semplice: qualora si senta l’esigenza di interpellare il Libro è sufficiente applicare questo metodo, evinto dalla sentenza che più avanti riporto in corsivo:

  1. Individuazione del problema.
  2. Formulazione della domanda e conseguente consultazione.
  3. Risposta.
  4. Non consultare più il libro finché la visione e l’insegnamento impartito dal vaticinio non sia stato vissuto ed assimilato.

Ecco, il divieto di consultare più di una volta il libro è certificato  dalla sentenza che testualmente afferma: consultato una prima volta, io do responso. Se egli interroga due, tre volte, è importuno. 

In realtà, il percorso dialettico con cui l’I Ching arriva a fissare questo precetto è un altro. L’ideogramma “La Stoltezza Giovanile” rappresenta una persona inesperta ma dotata dell’entusiasmo e della motivazione giusta per raggiungere il successo (ecco qui l’ambivalenza), la quale potrà superare l’ostacolo che ha davanti a sè solo se saprà umilmente porsi con il ruolo dell’allievo e non del maestro. Questa è la condizione corretta e fondamentale con cui il consultante dovrà confrontarsi ed il suggerimento che il Libro dà.

Va da sé che un ulteriore consultazione per capire di più, magari solo perché la risposta non risulta di gradimento al consultante, non sarebbe in linea con l’insegnamento, perché sarebbe una ostinata deviazione rispetto a ciò che il Libro ha suggerito. Infatti, il messaggio è chiaro: ciò che il consultante deve fare è apprendere ciò che non sa, deve apprendere ciò che gli serve per affrontare con competenza la situazione da risolvere. Quindi, pazienza, studio, lavoro, abnegazione etc…

Possiamo ordinare due modalità con cui questo ideogramma può presentarsi durante una consultazione:

  1. L’ideogramma può comparire alla prima consultazione e di fatto viene vietata la possibilità di una seconda consultazione.
  2. Oppure può comparire ad una seconda o terza consultazione nel caso in cui una persona decida di voler approfondire la questione insistendo più volte con l’interrogazione divinatoria, ed anche qui risulta ovvio che nel momento in cui dovesse comparire il 4° ideogramma ci si debba fermare.

Va detto che è risaputo che una delle regole  principali (ma spesso taciuta) della divinazione è quella di evitare le consultazioni compulsive, le quali inevitabilmente possono portare solo ad un corto circuito cerebrale...annullando completamente l’apporto positivo alla soluzione del problema. Il linguaggio simbolico è … analogico. Va accolto, accettato e vissuto finché si è interiorizzato l’insegnamento che ha impartito. Ed ecco che, con questo rigore e con questa serietà, la divinazione perde completamente l’alone di superstizione che la nostra tradizione le ha accollato pesantemente e diventa uno strumento di luce razionale ed intuitivo nel medesimo tempo.

Conclusioni

La millenaria tradizione cinese si è strutturata progressivamente avvalendosi delle regole del linguaggio simbolico per interpretare la realtà. Tutta la conoscenza cinese fino al XIX sec. si è fondata sul principio di analogia: la scrittura, l’astronomia, la medicina, l’agricoltura, etc… In Cina solo dai primi anni del secolo scorso c’è stato un netto e drammatico distacco da esso. Dico questo perché per i cinesi era scontato l’uso della divinazione e non era mai stato messo in discussione fino all’avvento del maoismo. Anche se recentemente il Confucianesimo, per i suoi alti valori civili ed etici, è stato ufficialmente ripreso e sdoganato dal regime di Pechino.

Quindi, in estrema sintesi, la divinazione non è mai stata un problema e non ha mai avuto bisogno di essere dimostrata come scienza vera perché l’hanno sempre considerata tale e la realtà l’ha sempre confermata.

Diverso è il discorso per noi. La divinazione è stata storicamente considerata religiosamente eretica e politicamente eversiva. Anche se è profondamente innervata nella nostra storia e nella nostra cultura sin dalla notte dei tempi. E, in ogni caso, per una mente occidentale implica sempre e comunque il dogma della fede, quale essa sia, senza il quale ogni argomentazione successiva risulta inutile. Ma questo ideogramma ci dona un saggio di grande sapienza e di enorme apertura mentale, a noi occidentali.

Il rigore logico con cui decidiamo se una cosa è vera o falsa ha finito per produrre una pericolosa dicotomia tra mente e spirito: favorisce un dominio prevaricante del primo, annulla i benefici che traiamo dal secondo e scarnifica il contatto con il divino. Certo, ritenere la divinazione una pratica veritativa, capace di dare un contributo reale ed in linea con le situazioni che si vogliono chiarire, è, ripeto, un atto di fede (non ortodosso): questo è assodato. Ma qual è la differenza tra affidarsi alla consultazione del Libro dei Mutamenti o ad una qualsiasi pratica divinatoria o dal consultare uno psicologo, o un sacerdote, o un amico o dal recitare devotamente una preghiera al Cielo? In nessuno di questi casi la logica della scienza ha un ruolo prioritario, anzi: è subordinata al sentire, alla sensibilità, alla percezione, all’intuito, ai fenomeni psichici, al vissuto di ciascuno, alle soggettive dinamiche di relazione con l’Essere, alla soggettiva vita di ognuno di noi, etc…

La divinazione è sempre una umile richiesta d’aiuto, cosciente delle difficoltà che si stanno vivendo, ma con la consapevolezza che, in virtù di un’ignoranza – razionale – universale, è necessario affidarsi – avere fede – ad un qualcosa di superiore che ci sovrasta e che coincide esattamente con lo spazio della nostra ignoranza, ma che molti di noi percepiscono come un’Entità superiore senziente e sensibile. In tutte le modalità con cui noi ci affidiamo ad un qualcuno o ad un qualcosa è una connessione con il divino.

Ora, piccola digressione: sulla base del principio che tutto è energia, da qualche decennio la fisica quantistica sta dando degli interessanti scorci di realtà subatomiche che iniziano a sostenere con forza le dinamiche vitali ma irrazionali (e quindi illogiche) dell’esistenza a cui la divinazione appartiene.

Ma l’I Ching, con questo ideogramma, non solo ci invita a provare la sua pratica, a metterla alla prova, a verificare oggettivamente le sue indicazioni e il potere dello Spirito, ma ci insegna come usare la divinazione per ottenere il maggior vantaggio possibile, senza cadere in comportamenti nevrotici ed autolesionisti. 

Mi ha sempre colpito la semplicità con cui l’I Ching illustra questa opportunità di conoscenza, suffragata da millenni di pratica compiuta da illuminati e non della tradizione cinese (tra cui C.G. Jung), che non hanno mai messo in discussione che sia tutto vero e reale. Incredibilmente credibile.

Seguendo le Sue indicazioni, difficilmente l’esito sarà fallimentare. Anche la mente dell’ateo incontrerà delle scintillanti analogie che – forse – non avranno il potere di convertirlo ma sicuramente di affascinarlo. Provare per credere.

Un’ultima osservazione, che stimolerà la vostra curiosità e che dà l’idea di quale scrigno sapienziale sia l’I Ching: l’ideogramma n.8, “La Solidarietà”, invita ad eseguire una seconda consultazione…

Qui ti suggerisco un altro brano. Può aiutare la tua riflessione a cogliere il meglio per te di ciò che ti ho proposto. A seguire i miei account IG.

  • Marco Virgilio Foroni, alias La Via di Oqram, esplora da 30’anni le pratiche divinatorie di ogni continente.

    Ora, ne ha fatte sue in particolare tre: l’I Ching (Libro dei Mutamenti), i Tarocchi Marsigliesi e l’Acutomanzia.

    La sua storia ha avuto inizio quando, in un periodo di estrema solitudine e sofferenza, gli regalarono il Libro dei Mutamenti. Appena il testo magico gli fu posato tra le mani una potente verticale vibrazionale gli attraversò dall’alto in basso il Sushumna Nadi (la colonna vertebrale). Nell’oscurità magmatica ma vitale del suo inconscio si attivò un lungo processo catartico e rivelatore, che lo avrebbe trasformato radicalmente.

    Nel contempo, come uno zelante discepolo della Verità, acquisì una laurea in filosofia e colse con lucida ed intuitiva irrazionalità il Mistero del Fiore d’Oro.
    Lo sfiorò velatamente con le labbra e odorò delicatamente il profumo del principio trasversale ed invincibile del linguaggio simbolico, capace di rovesciare ogni ordine e ogni umana legge, capace di superare ogni categoria di spazio e di tempo.

    Capace di sentire lo sfuggente acuto lirico dell’Unità con il Tutto.

    Ancorato alla tradizione, la pratica de La Via di Oqram conserva l’arcaico e radicale carattere predittivo. Ma, nello stesso tempo, propone una visione della vita, della realtà, completa ed attenta alle esigenze della contemporaneità, poiché attinge dalle conoscenze sapienziali delle grandi tradizioni europee ed orientali, integrandole con gli attuali bisogni del Sè.

    Il suo orizzonte di senso cavalca l’onda orientale del Taoismo, del Buddismo, del Confucianesimo, incarnata nello sguardo prometeico, pratico e sintetico, dell’Occidente.
    In un’immagine: divinazione evolutiva.

    Disponibile per consultazioni, serate di divulgazione e corsi di formazione.

    Per info: Cell: 347 546 0715 | E-mail: laviadioqram@gmail.com
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