L’emendamento delle cose guaste e la luna.

Sono 20 anni e più che consulto e studio l’I Ching. I primi 7/8 anni li ho dedicati completamente a Lui. Mi ha insegnato tutto quello che c’è da sapere sul linguaggio simbolico e sulle tecniche ermeneutiche. Poi, nell’estate del 2008, sotto la spinta di un impulso psichico inconscio irrefrenabile, ho intrapreso la stessa operazione con i Tarocchi Marsigliesi, tuttavia non senza interpellare prima l’I Ching sulla bontà o meno di questa decisione. Il suo responso fu favorevole, benedicendo la mia decisione e qualificandola come un qualcosa di inerente al mio Destino, senza nascondermi che il mio cammino era tutt’altro che finito. Di fatto, iniziarono altri lunghi e sofferti anni di indagine, studio, ricerca e di perigliosi moti interiori per riuscire ad entrare in un mondo che mi chiamava ma mi poneva sempre grandi quesiti sull’orizzonte che mi prospettava e sul senso di tutto ciò.

Questo è l’esagramma n.18, denominato “L’Emendamento delle cose guaste”.

Il primo trigramma in basso rappresenta il vento, il secondo in alto il monte.

Ecco, oggi con il senno di poi, posso dire che quegli anni furono caratterizzati dal senso profondo di questo esagramma: sciogliere quei blocchi che ancora ostacolavano la mia rinascita lavorando sulle mie ferite e sulle mie paure.

L’Emendamento delle cose guaste: il 18° ideogramma dell’I Ching.

È uno di quei simboli che quando compaiono mi fanno storcere il naso. Il senso si ricava dalla comprensione di un fenomeno atmosferico estremamente debole quale è il vento nei confronti del monte, poiché non è in grado di sortire effetti significativi. Infatti, esso  si arresta o è addirittura respinto dalla solidità e dall’invalicabilità di quest’ultimo. La conseguenza è il ristagno, è l’impossibilità di sortire delle azioni funzionali al rinnovamento. Il vento è troppo debole per incidere sulle pareti del monte.

Di conseguenza, per analogia, anche nella vita umana, quando non c’è un lavoro di trasformazione e di allineamento con il divenire non si possono realizzare quegli accorgimenti che ci mantengono ancorati ai fenomeni di cambiamento che stanno attorno a noi e che sono un tratto fondamentale della natura. Infatti, quest’ultima è inarrestabile nei suoi continui processi di trasformazione. Quando si determina questo corto circuito nella società o nella vita di un singolo soggetto la corruzione è l’inevitabile conseguenza.

Questo è il principio simbolico e pedagogico di questo ideogramma. Dico “pedagogico” perché gli insegnamenti dell’I Ching, rielaborati e adattati, dovrebbero avere accesso nelle scuole pubbliche, al fine di educare con chiarezza su valori etici e morali imprescindibili per l’umanità e sui fondamentali principi universali. La nostra “educazione civica” risulta, per vari motivi, sempre un po’ vaga ed improvvisata, senza una struttura culturale e, perché no, spirituale robusta, sana, capace di innervarsi nella tradizione e di offrire esempi ed argomentazioni convincenti, che attingano dalla Natura e dalla vita. Ma questo è un altro discorso.

Che fosse l’inerzia la causa principale della corruzione, presente in maniera grave e pervasiva anche nella nostra società e nel nostro tempo, che danneggia gli onesti e le fasce meno abbienti, a me non era così chiaro finché non ho riflettuto sulle parole di questo testo.

Ad esempio sì, ricordo molto bene come il decadimento del grande Impero Romano sia stato attribuito dagli storici ad un forte degrado morale dei costumi, al decadimento di quei valori semplici ma lapidari e vividi della Roma Repubblicana, dove i contadini – soldati (vedi il mio articolo “L’Esercito” del 31/07/2026) con uno stile di vita privo di ambizioni personali e del lusso che sopraggiungeranno con le conquiste e le relative ricchezze, risultavano motivati ed indomiti contro i nemici. Ma il nuovo status quo, con tutti i suoi agi e i suoi privilegi, determinò la volontà di trattenere ad infinitum una condizione in palese contraddizione con quei valori che inneggiavano alla semplicità, alla sobrietà, alla misura e alla coesione famigliare. In questo modo si provocò la distruzione di quello speciale collante sociale fatto di identità culturale e condivisione di ideali politici e spirituali, che caratterizzava la ferrea volontà che animava masse capaci di affrontare vittoriosamente le avversità e le sfide che un’entità politica deve cercare di vincere.

I Romani ebbero la sfortuna di non conoscere l’I Ching, nonostante dal 136 a.C. fosse diventato un importante documento ufficiale ed istituzionale dell’Impero Cinese, in virtù del suo valore pedagogico e politico, oltre che filosofico e spirituale. Concedetemi un po’ di  sana ironia: sono sempre più critico con il modello della “Grande Roma” che la nostra tradizione ha voluto erigere e che maleodora sempre più di “regime”. E che l’Occidente, più o meno velatamente, continua ad affermare nelle sue ideologie politiche ed economiche.

“L’Emendamento delle cose guaste” annuncia innanzitutto che la stagnazione volontaria è la madre di tutte le decadenze. Ovviamente, dato che esiste, esiste anche una stagnazione buona come la natura insegna (12° ideogramma, Il Ristagno, di cui parlerò in un prossimo futuro), la quale è accostata analogicamente all’inverno: infatti è il momento in cui la terra riposa e gli agenti decompositori presenti in essa consumano ciò che rimane di organico. Questo processo arricchisce e fertilizza il sottosuolo, ma deve avere un tempo preciso e delimitato, oltre il quale l’azione produttiva, in linea con il divenire, ossia con la nuova stagione, deve ripartire. Voler trattenere questo tempo significa provocare un blocco: l’impossibilità di ottenere un nuovo raccolto. Per analogia: la corruzione.

E quindi: in cosa consiste “L’Emendamento?”

La grandiosità dell’I Ching, non mi stancherò mai di dirlo, non è solo quella di mostrare le strette analogie tra le dinamiche della natura e la vita dell’uomo, ma anche di insegnare come si risolvono i problemi della vita. E questo punto ha un valore inestimabile.

E dunque come risolvere il problema “delle cose guaste”, della corruzione?

La prima precauzione, fondamentale, è stata mostrata: è necessario non fermarsi quando incontriamo situazioni di comodo, che ci seducono, che si aggrappano alle nostre debolezze, alle nostre fragilità, portandoci all’inazione, poiché alla fine non vorremo più perdere uno status di privilegi e agevolazioni.

Ma se invece dobbiamo risolvere uno stato di corruzione conclamato, che abbiamo riconosciuto in una situazione pubblica, condivisa, oppure che riguarda la nostra personalità, il nostro stile di vita, il nostro percorso esistenziale, la nostra evoluzione spirituale,  il nostro modo di affrontare e di risolvere i problemi? Come dobbiamo comportarci?

Sono due le indicazioni generali di metodo che l’I Ching suggerisce:

  1. È molto importante scegliere il momento giusto per iniziare l’azione di emendamento.
  2. Dato che la corruzione è una conseguenza di un comportamento umano scorretto, e non di una questione meramente tecnica, lo strumento che dovremo adottare è l’amore.

La prima indicazione nasce da una tradizione arcaica che ha sempre visto l’uomo chiedere lumi alle divinità prima di attivarsi per realizzare un determinato obiettivo. La consultazione degli astri, o di sciamani o di altre forme di divinazione, è stata molto spesso l’operazione prioritaria per capire quando iniziare un’impresa con i favori delle divinità. Per i Cinesi dell’antichità era d’uopo organizzarsi sulla base dei vari significati delle stagioni oppure sulla base di una suddivisione in otto parti della volta celeste denominata “Cielo Posteriore”: anche qui ciascuna parte aveva un significato specifico.

Per gran parte dell’umanità da diverso tempo ormai non è più così, ma sulla bontà o meno dell’approccio operativo moderno nutro seri dubbi, soprattutto per l’esclusione di una umiltà di fronte al Creato che ha scatenato sul Pianeta quello che è sotto gli occhi di tutti. Un’arroganza ed una prevaricazione sulla vita senza precedenti, che ha iniziato a produrre gli effetti nefasti anticipati da vari grilli parlanti a cui non è stato dato alcun credito.

Tuttavia, dato che non credo che convincerò qualcuno ad aspettare la Luna Nuova per iniziare un’impresa, non che io lo faccia però mi affascina molto e magari in futuro lo farò, devo condividere un altro pensiero molto importante in questo senso.

Il taoismo insegna che c’è un momento per agire e un momento per non agire, poiché hanno lo stesso valore strategico: saper riconoscere la qualità del tempo è come salire su un tappeto volante.

Questo significa anche dimettersi da un ego straripante e relazionarsi alla pari con la situazione che si deve affrontare. Agire al momento sbagliato significa pregiudicare l’esito finale ed ignorare volontariamente la natura di ciò che stiamo per affrontare, contando inopinatamente sul nostro successo. Esistono successi che si sono fondati sulla scelta di non agire in un determinato momento.

Quindi, possiamo interpretare molto prosaicamente l’insegnamento dell’I Ching: è necessario studiare e valutare attentamente la situazione per risolvere la stagnazione in atto, direi metodologicamente (questo può valere anche se si nutrono simpatie per le entità spirituali o per le pratiche esoteriche). Questa azione preventiva appare scontata ma non lo è, poiché molti insuccessi sono stati frequentemente causati da un’inadeguata leggerezza valutativa rispetto a delle difficoltà e ad un’infondata sicurezza nei propri mezzi.

In fondo basta chiedere all’AI di redigere un piano operativo…

Il secondo aspetto invece tocca la natura precipua di ciò che si va a “guarire”.

La corruzione, poiché è fondamentalmente un frutto alterato delle fragilità, delle debolezze e delle paure umane, è la conseguenza di comportamenti errati e può essere affrontata solo con strumenti e risorse che vanno a rieducare.

L’I Ching non ha dubbi su questo punto.

Anzi, è chirurgico in questo senso e fissa un concetto dal valore teoretico, pedagogicamente e moralmente parlando: argomenta che la corruzione è determinata da un atteggiamento genitoriale sbagliato nei confronti dei figli. Parla esplicitamente di padre e di madre. Essi sono i veri responsabili della corruzione, poiché hanno trascurato di intervenire in modo adeguato quando c’era da formare e educare su dinamiche fondamentali nelle relazioni e nelle situazioni di apprendimento. Un atteggiamento eccessivamente permissivo dell’uno e/o dell’altro, di indifferenza e di ignavia, non ha permesso ai figli di cogliere l’importanza di una precisa presa di coscienza rispetto ad un problema o ad una criticità.

Sembrerebbe la classica e sempre attuale pedagogia del “bastone e della carota”, ma non è esattamente così.

Infatti, una volta deciso il momento utile per iniziare il lavoro, si deve interrompere con fermezza e risolutezza un comportamento sbagliato ma il nuovo inizio deve essere accompagnato dall’amore dell’educatore o degli educatori, i quali lo devono diffondere in tutta la situazione. E questo solo perché un atteggiamento mite e perseverante (57° ideogramma, Il Mite, di cui parlerò in un prossimo futuro) ha la facoltà di penetrare le situazioni e, di conseguenza, prenderne il controllo senza essere respinto. Più chiaro ed efficace di così…

Accenno di comparazione tra il XVIII Arcano Maggiore “La Luna” e il 18° esagramma dell’I Ching “L’Emendamento delle cose guaste”.

Il numero 18 accomuna questi due simboli, che molto hanno di caravaggesco. E progressivamente alla conoscenza che ho sviluppato su questi due linguaggi sono emerse alcune ulteriori ed interessanti analogie.

La Luna è primariamente il luogo dell’Inconscio, è il teatro dove si fissano i nuclei emozionali che fin dai primi momenti di vita, si potrebbe dire quasi dal momento in cui veniamo concepiti, si depositano e sedimentano nel nostro corpo tutte le nostre principali esperienze di relazione e di vita.

In maniera immediata si forma il nucleo emozionale della nostra esistenza, fatto soprattutto di contatti corporei con la madre e il padre poi, fatti di tenerezza e distacco, di fame e sazietà, di caldo e freddo, e così via. Il linguaggio corporeo, ossia l’inconscio, è parte integrante con tutto lo sviluppo e la crescita biologica del bambino. Poi, molto lentamente e per tutta la vita, con grande fatica e smarrimento, in seconda battuta e sulla base di un suo sviluppo più lento e subordinato allo strapotere del nostro linguaggio corporeo, ecco che la nostra coscienza, sulla base di un lavoro intellettivo, inizierà a mettere ordine al nostro vissuto emozionale e a dare delle timide risposte agli interrogativi sui nostri comportamenti, ovviamente non riuscendoci sempre.

In estrema sintesi: i nostri comportamenti si determinano sulla base di questo nucleo emotivo primordiale, chiamiamolo così, formatosi nei primissimi anni di vita.

Noi siamo (quasi) costretti ad immergerci negli spazi occulti della nostra interiorità, se vogliamo mettere ordine, se vogliamo razionalizzare la nostra esistenza, dargli un senso forte, capace di non gettarci nel caos, di trovare delle risposte a ciò che non sappiamo spiegare di noi stessi. Non abbiamo alternative. Ma la Luna ci dice come fare: l’intelletto è lo strumento (la luce della Luna) per avanzare nel nostro inconscio (la parte oscura della Luna).

Quindi, il magistrale gioco di chiaro e scuro, oltre che a richiamare Caravaggio, esprime la potente ambivalenza della Luce Lunare e del richiamo complementare con la sua parte oscura, ossia i nostri meandri esistenziali.

È una luce che sulla Terra rischiara a breve distanza e non è in grado di illuminare eventuali pericoli in agguato, quindi la prudenza e la perseveranza deve essere rigorosa. È un cammino lungo, fatto di piccoli e grandi successi su se stessi e anche di abbagli e ricadute. Ma ripaga. Le nostre energie psichiche si educano e costruiscono una autentica conoscenza di questi spazi, chiamiamoli, border line… Non bisogna desistere.

Il XVIII Arcano Maggiore, la Luna dei Tarocchi Marsigliesi, rafforza questa interpretazione mostrando un gambero dentro all’acqua: ossia un animale che va all’indietro, e quindi per analogia verso il proprio passato, verso la propria origine, immerso in quell’elemento naturale che costituisce l’habitat biologico imprescindibile per la nascita della vita: il brodo primordiale o, se vogliamo, il liquido amniotico.

Va da sé che questa indagine andrà a svelare i rapporti fondamentali della nostra esistenza, ossia con la madre e il padre. A questo punto l’analogia tra i due simboli è fortissima e quasi coincidente.

  • Marco Virgilio Foroni, alias La Via di Oqram, esplora da 30’anni le pratiche divinatorie di ogni continente.

    Ora, ne ha fatte sue in particolare tre: l’I Ching (Libro dei Mutamenti), i Tarocchi Marsigliesi e l’Acutomanzia.

    La sua storia ha avuto inizio quando, in un periodo di estrema solitudine e sofferenza, gli regalarono il Libro dei Mutamenti. Appena il testo magico gli fu posato tra le mani una potente verticale vibrazionale gli attraversò dall’alto in basso il Sushumna Nadi (la colonna vertebrale). Nell’oscurità magmatica ma vitale del suo inconscio si attivò un lungo processo catartico e rivelatore, che lo avrebbe trasformato radicalmente.

    Nel contempo, come uno zelante discepolo della Verità, acquisì una laurea in filosofia e colse con lucida ed intuitiva irrazionalità il Mistero del Fiore d’Oro.
    Lo sfiorò velatamente con le labbra e odorò delicatamente il profumo del principio trasversale ed invincibile del linguaggio simbolico, capace di rovesciare ogni ordine e ogni umana legge, capace di superare ogni categoria di spazio e di tempo.

    Capace di sentire lo sfuggente acuto lirico dell’Unità con il Tutto.

    Ancorato alla tradizione, la pratica de La Via di Oqram conserva l’arcaico e radicale carattere predittivo. Ma, nello stesso tempo, propone una visione della vita, della realtà, completa ed attenta alle esigenze della contemporaneità, poiché attinge dalle conoscenze sapienziali delle grandi tradizioni europee ed orientali, integrandole con gli attuali bisogni del Sè.

    Il suo orizzonte di senso cavalca l’onda orientale del Taoismo, del Buddismo, del Confucianesimo, incarnata nello sguardo prometeico, pratico e sintetico, dell’Occidente.
    In un’immagine: divinazione evolutiva.

    Disponibile per consultazioni, serate di divulgazione e corsi di formazione.

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