Il Crogiolo e il Sacro Graal

Il Crogiolo è il 50° ideogramma dell’I Ching: un antichissimo manuale di divinazione. Il Crogiolo è lo strumento arcaico con cui i cinesi cuocevano le vivande.

L’immagine del simbolo, come si può facilmente cogliere dalla foto, è una combinazione di linee yang (intere) e di linee yin (spezzate) che evidenziano in basso i due piedini che fungono da sostegno e più in alto i manici laterali per impugnarlo. Tra tutti i 64 ideogrammi, come immagine, è tra le più esplicite.La funzione principale di questo strumento fu la cottura e la distribuzione dei cibi. Era comunemente fatto di bronzo.La tesi di questa breve e sintetica disamina comparativa verte ad evidenziare le principali analogie esistenti tra il Crogiolo ed il famoso Calice del Cristo conosciuto soprattutto come Sacro Graal. Nonostante gli 8000 km di distanza emergeranno delle osservazioni interessanti. Cominciamo con la presentazione dei due oggetti.

Il Crogiolo

Nella tradizione cinese il Crogiolo, com’è presentato nell’I Ching, non ha un ruolo storicamente e spiritualmente così rilevante come per noi il Sacro Graal, anzi. È presentato semplicemente nella sua funzione di strumento per cuocere le vivande e  dispensare il cibo da distribuire nelle scodelle, anche se era in uso soprattutto in un contesto sociale elevato. Tuttavia, simbolicamente assume un significato di grande valore, esattamente per la sua funzione di supplire ad un bisogno primario con una forma che attrae su di sé i tratti del rituale. Infatti, secondo il commento dell’I Ching, colui che usa il crogiolo saggiamente offre ai suoi conviviali un alimento nel contempo sia nutritivo che spirituale e il suo sguardo chiaro e lungimirante svela quella profondità rara di chi osserva la realtà con un cuore vero e compassionevole, che agisce con l’ordine mentale di chi ha un intelletto fulgido e tagliente, poiché svela con l’azione l’accesso ignoto verso lo Spirito. Inoltre, i due trigrammi che lo compongono rappresentano sotto il legno e il vento, sopra il fuoco. E da questa immagine si evincono le fasi che precedono la preparazione del cibo: grazie al calore prodotto dalla combustione di questi due elementi della natura si nutrono corpo e spirito. E da qui, per la felicità del consultante, l’oracolo che annuncia fortuna.

Il Sacro Graal

Dopo la Croce, è il simbolo più significativo e conosciuto del Cristianesimo. La tradizione narra che il Sacro Graal è la coppa con cui Gesù celebrò l’Ultima Cena ed annunciò il Suo Sacrificio, indicando in quale modo voleva essere ricordato. Inoltre, ad incrementare di energia numinosa questo sacro oggetto, si narra che quando il soldato romano Longino trafisse con una lancia il Figlio di Dio, per assicurarsi l’effettiva morte, Giovanni d’Arimatea raccolse il sangue che sgorgò dal suo costato esattamente con il medesimo calice. E fin da qui si evince la dimensione di sacralità che assunse questo oggetto.Da un punto di vista etimologico, tra le varie ipotesi, mi piace identificare il termine “Sacro Graal” con l’unione dei termini francesi san greal con sang real: sangue reale.Tuttavia, sembra certo che l’origine del valore simbolico di questo oggetto abbia una dimensione mitologica e risalga ad un periodo precedente alla nascita del cristianesimo stesso. Il fulcro tematico originario di tale oggetto era rivolto ad evidenziare il valore sacro del piatto o della coppa usati durante le offerte agli dei, durante i sacrifici. Ma rinviano anche ad altri simboli, come la cornucopia greco - romana, capace di offrire doni senza esaurirsi, e di rappresentare simbolicamente la dimensione spirituale e magica dell’esistenza, sulla scia di altre tradizioni, come, ad esempio, quella della patera etrusca.Lungo questo millenario percorso il Calice (la Coppa) è diventato per tutti, esoterici ed essoterici, il significante per antonomasia dell’amore con la “A maiuscola”. Su tutti, l’Asso di Coppe dei Tarocchi Marsigliesi annuncia questo vaticinio, unitamente al fuoco che le è associato. E così il seme delle coppe allude a contenuti di natura affettiva e sentimentale.

Simboliche comuni al Sacro Graal e al Crogiolo

- Dono
Come appena annunciato, è molto suggestivo osservare come le storie di civiltà anche molto diverse tra loro abbiano costruito e percorso sentieri storici, culturali, spirituali autonomi ma frequentemente costellati da simboli comuni. Ciò è accaduto grazie all’individuazione di significanti che strutturano un unico e trasversale Ordine Superiore?È un tratto che mi affascina sempre, che corrobora l’idea di un inconscio collettivo che accomuna l’umanità, ma forse addirittura di un “sostrato spirituale originario”.Ma veniamo a noi.Il primo significato che unisce questi due simboli è il movimento del dare, dell’offrire senza una pretesa restituzione: ossia il “dono”. Il Sacro Graal, con tutta la liturgia eucaristica, rappresenta il dono della vita di Gesù per la nostra salvezza. Con la reiterazione del rito del “pane e del vino”  si fissa il significato del dono e della sua spartizione nella collettività.Allo stesso modo, Il Crogiolo, nella distribuzione del cibo in cui viene cotto, assume  insieme sia un valore nutritivo che spirituale, fissato dalla generosa ed illuminata condivisione di chi, di volta in volta, lo elargisce.Nel dono tutti gli schemi dinamici del Divenire, di trasformazione perenne ed imperitura reciprocità tra generazione e morte, bene e male, giorno e notte, gioia e dolore, caldo e freddo, fame e sazietà etc... saltano, perché il dono presuppone un gesto volontario di apertura ad indefinitum senza reciprocità. Ed è in questo “cortocircuito” che l’uomo scopre l’Altro non come colui che deve restituire nel rispetto dei movimenti ciclici della Natura, ma come termine ultimo della mia offerta, aprendo ad un significato che la dimensione transeunte maschera o occulta del tutto.Il dono si compie nel mondo profano, e nella sua unidirezionalità irrompe nella sfera del sacro, in cui si staglia l’assenza dei movimenti strutturati della biologia, e dal dono gli uomini ricevono il ruolo valoriale di funzionari subordinati al Senso Superiore. Ed ecco che questo gesto “irregolare” si arricchisce di significati spirituali, diventano dei collanti relazionali, irrompono nella sfera emotiva dell’umano ed educano al sentimento. Ancòra, ancorano il vuoto riempiendolo di contenuti dis-ordinati, alimentando interpretazioni anche diverse del suo uso (vedi il potlac polinesiano) ma sempre con una chiara caratterizzazione esistenziale o un’affettazione o un investimento emozionale, se così si può dire, che fa del dono un’azione di rottura rivoluzionaria, libera e svincolata dalle leggi terrene di sopravvivenza. È la Via di chi guarda all’Orizzonte, sempre. Ed entrambi questi simboli rinviano principalmente alla sua potenza.

- Sacrificio
Il Sacro Graal e il Crogiolo rappresentano la forma moderna, nel senso di sempre attuale e mai desueta, di accesso, di soglia verso il mondo del Sacro. Questa è la possibilità che dà il sacrificio: la comunicazione diretta con il Mondo dello Spirito. E ciò può avvenire solo se si agisce “trasgredendo” le regole dell’utilità e della massimizzazione delle risorse necessarie alla vita.Il Sacro Graal e il Crogiolo sono uniti da questo “topos”: entrambi non rispettano le comuni regole funzionali a garantirsi la sopravvivenza. Il principio di accumulazione, la proprietà privata, la conservazione interessata, l’economia capitalistica, non sono considerati principi inalienabili, supremi valori o sistemi universali. L’estremo gesto di Gesù e la generosità di colui che offre a degli ospiti il suo cibo, anche se con le doverose distinzioni, consegnano ciò che hanno al Sommo Nulla, nella consapevolezza che solo in questo gesto la loro azione si qualifica come Sacra, attivando quella speciale relazione con l’Indeterminato. Solo con il gesto sacro si può accedere al divino. Ed entrambi questi simboli sono straordinari comunicatori con e dello Spirito.

- Preparazione del Cibo e Corpo di Cristo
Entrambi gli oggetti sono accomunati dal rappresentare il loro essere contenitori di cose sacre: il Sacro Graal il Corpo di Cristo, come enunciato dall’Eucarestia. Il Crogiolo il cibo da offrire, entrambi senza nulla chiedere.In realtà appartengono entrambi ad una allegoria antica come il Mondo, che ha avuto origine nella notte dei tempi, quando l’antropofagia sacrificale offriva l’opportunità, a chi partecipava al rituale, di nutrirsi di tutte quelle grandi e pregiate qualità che avevano spinto quegli uomini a donare allo Spirito la vita del sacrificato, che rappresentava qualcosa di speciale, di eccelso da offrire al divino, nel rispetto del principio dell’imperitura e ciclica caducità della vita.Il Corpo di Cristo rappresentato dal Calice è ancora decisamente prossimale a questa antica pratica spirituale ed ai suoi significati oramai inconsci. Il cibo del Crogiolo riceve la sua benedizione dalla dimensione simpatetica accesa dall’alta natura spirituale del dispensatore. Ed entrambi questi simboli offrono l’opportunità di “nutrirsi” dei sacri beni presenti nella natura dei loro offerenti.

- Spiritualizzazione della Materia
Le narrazioni di questi due magici oggetti mostrano come Spirito e Materia giungono a colmare lo scarto che le vuole separate, che uno sguardo rigido solo sulla dimensione mondana alimenta in maniera irriducibile. Ma esse mostrano quale può essere uno dei sentieri che conduce all’unità della Spiritualizzazione della Materia, o della Materializzazione dello Spirito. È lo stesso.In questi simboli la complementarità di queste due dimensioni si incastrano in una perfetta immagine dinamica, annullando ogni dicotomica polarità. La contraddizione del dare per nulla, senza nessun interesse concreto, è superata dalla forza rivoluzionaria del gesto che accende e svela l’Oltre che sta in questo movimento di apertura.E ciò può accadere solo quando, e qui mi ripeto, la materia assume dei significati di rottura rispetto alle regole della convivenza regolamentata dal principio di accumulazione.Essa si trasforma in viatico verso il Mondo dello Spirito. Ed entrambi questi simboli mostrano come la Materia, intesa come Bene comune da donare all’uomo, sia nel medesimo tempo Spirito.

- Visione d’insieme
L’ultima analogia, ma ce ne sarebbero altre, riguarda il messaggio simbolico che il Sacro Graal e il Crogiolo portano con sé e che li accomuna in una maniera sorprendente: entrambi annunciano “il Nuovo”, il cambiamento, la trasmutazione. Gesù con la sconvolgente verità dell’esistenza di un “Dio che ama gli uomini indistintamente e senza limiti”, il Crogiolo, strumento adoperato solo nelle occasioni solenni, o per i riti sacrificali e i banchetti, alla stregua dell’Ultima Cena, con la trasformazione del cibo provocata dalla cottura per mezzo del legno e del fuoco. Questa trasformazione del cibo allude ad un salto di qualità della Materia, sicuramente più consona ad una preparazione finalizzata a sostenere uomini di valore. Rappresenta il passaggio “da uno stato ad un altro”.Ed entrambi i significanti mostrano che per ricevere e festeggiare gli ospiti, Apostoli o Conviviali che siano, è necessaria una grande generosità e, soprattutto, una natura mite, poiché essa sola può entrare in profondità nella Natura e nella Vita, svelarla e comprenderla sin nei più reconditi interstizi. Diversamente, senza questa mitezza, che rende la vista acuta e l’udito chiaro, entrambi i “simboli” sarebbero respinti.

  • Marco Virgilio Foroni, alias La Via di Oqram, esplora da 30’anni le pratiche divinatorie di ogni continente.

    Ora, ne ha fatte sue in particolare tre: l’I Ching (Libro dei Mutamenti), i Tarocchi Marsigliesi e l’Acutomanzia.

    La sua storia ha avuto inizio quando, in un periodo di estrema solitudine e sofferenza, gli regalarono il Libro dei Mutamenti. Appena il testo magico gli fu posato tra le mani una potente verticale vibrazionale gli attraversò dall’alto in basso il Sushumna Nadi (la colonna vertebrale). Nell’oscurità magmatica ma vitale del suo inconscio si attivò un lungo processo catartico e rivelatore, che lo avrebbe trasformato radicalmente.

    Nel contempo, come uno zelante discepolo della Verità, acquisì una laurea in filosofia e colse con lucida ed intuitiva irrazionalità il Mistero del Fiore d’Oro.
    Lo sfiorò velatamente con le labbra e odorò delicatamente il profumo del principio trasversale ed invincibile del linguaggio simbolico, capace di rovesciare ogni ordine e ogni umana legge, capace di superare ogni categoria di spazio e di tempo.

    Capace di sentire lo sfuggente acuto lirico dell’Unità con il Tutto.

    Ancorato alla tradizione, la pratica de La Via di Oqram conserva l’arcaico e radicale carattere predittivo. Ma, nello stesso tempo, propone una visione della vita, della realtà, completa ed attenta alle esigenze della contemporaneità, poiché attinge dalle conoscenze sapienziali delle grandi tradizioni europee ed orientali, integrandole con gli attuali bisogni del Sè.

    Il suo orizzonte di senso cavalca l’onda orientale del Taoismo, del Buddismo, del Confucianesimo, incarnata nello sguardo prometeico, pratico e sintetico, dell’Occidente.
    In un’immagine: divinazione evolutiva.

    Disponibile per consultazioni, serate di divulgazione e corsi di formazione.

    Per info: Cell: 347 546 0715 | E-mail: laviadioqram@gmail.com
    Instagram: la.via.di.oqram | tarocchi_marsigliesi_i_ching_
    Facebook: La Via di Oqram Tarocchi e I Ching
    Telegram: La Via di Oqram

    Visualizza tutti gli articoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto