La Diminuzione

L’I Ching, un amico fraterno

L’I Ching è un’entità spirituale, oltre che un libro. Oppure può essere un padre, un fratello, un amico vero. Questo è ciò che è accaduto a me. All’inizio, quand’ero alle prime consultazioni, temevo di provocare dei condizionamenti o, peggio, una dipendenza, come a volte accade con questi strumenti, soprattutto se si sta vivendo un momento di difficoltà.

Provavo una fortissima attrazione per questo strumento capace di svelare l’Ignoto e, nello stesso tempo, un grande timore, una grande fragilità interiore. Percepivo la paura di perdere me stesso. Temevo sia di cadere nell’inafferrabile comportamento condizionato da ciò che il Libro diceva, sia il vuoto che stava davanti a me. Era un momento in cui ero più solo che mai, di fronte a decisioni fondamentali per il mio futuro, il quale era privo di ogni certezza, di ogni riferimento. Era una tensione che mi rincorreva quotidianamente, senza tregua, ed ogni consultazione mattutina cercava risposte su come avanzare. Tutti i giorni chiedevo lumi al Libro, poiché volevo scoprire quali energie avrebbero caratterizzato la mia quotidianità, quali vibrazioni avrebbero attraversato la mia vita e come avrei dovuto agire per non sbagliare, per non sprofondare. Ma mi chiedevo anche quanto sarebbe stata danneggiata la mia autonomia e la mia indipendenza. Insomma, il mio libero arbitrio era fortemente messo in discussione e il futuro non aveva nessuna forma.

Dopo quasi trent’anni di relazione con Lui (o con Lei, chissà?), posso invece dire che mi ha educato anche a mantenere una certa distanza, a coltivare e a formare sempre con maggior consapevolezza la mia autodeterminazione, senza condizionamenti, né manipolazioni di sorta. Ad essere cosciente che la divinazione è una delle tante conoscenze che abbiamo a disposizione, e non l’unica conoscenza. Anzi, uno dei 64 simboli che incedono e scandiscono la narrazione del cammino spirituale iniziatico che rappresenta, spiega esattamente come gestire questo rischio di dipendenza psicologica, esistenziale, affettiva. Incredibile saggezza, incredibile profondità. E’ il 4, la Stoltezza Giovanile. Ne parleremo in un’altra occasione.

Altra sua qualità è la visione costruttiva di ogni esperienza. Raramente coglie la pervicacia nelle azioni umane. Tratto decisamente taoista questo, per il quale è necessario attribuire ad ogni esperienza un valore (quasi) epistemologico, se si vuole accedere ad una conoscenza autentica. Di conseguenza, in linea di principio il Libro non distingue aprioristicamente il bene dal male. In parole povere: prima un uomo sperimenta ciò che gli preme, poi giudica sulla base del proprio arbitrio e delle conseguenze che scaturiscono dalle sue azioni.

La Diminuzione

E la Diminuzione, 41° simbolo dei 64 del Libro, esprime uno di quei momenti della vita in cui, per intenderci senza fraintendimenti, “si raschia il fondo del barile”. Ossia emerge un’idea che rinvia al sorriso enigmatico del Buddha, con lo sguardo decisamente pedagogico del Libro e un pizzico di velata ironia: il “toccare il fondo è il massimo che può accadere ad un uomo, da un punto di vista formativo ed educativo”.

E in effetti è difficile dargli torto. Dalle vittorie facili e dai successi scontati non otteniamo nulla di significativo, da nessuna prospettiva. La sensazione che si coglie è quella di un vuoto che non dà nessuna emozione. Cosa possiamo scoprire di noi stessi e del mondo quando facciamo ciò che sappiamo fare o ciò che ci viene spontaneamente semplice ed immediato? Non c’è nessun avanzamento, nessuna scoperta, nessun apprendimento. Al massimo uno sterile ed egoico autocompiacimento.

Ed invece la Diminuzione simbolicamente esprime, con la sua maniera estremamente sintetica e radicale, un’altezza morale irraggiungibile in altri momenti della vita, poiché solo nel punto più basso si vede chiaramente qual è il punto più alto. Sembra un allineamento astronomico della Luce. Immagine meravigliosa, secondo lo stile taoista, maestro nel mostrare le complementarità di ogni esperienza umana e nel risolvere ogni apparente contraddizione. Situazione caratterizzata da una chiarezza cristallina, che diversamente non potrebbe verificarsi, poiché nella rete invisibile in cui siamo calati, ogni singolo evento è sincronizzato con tutti gli altri. L’I Ching magistralmente la sintetizza così:

la Diminuzione mostra la cura del carattere.

Mostra prima le difficoltà e poi ciò che è facile.

Così tiene lontano il danno.

Il 1° passo

Da un punto di vista spirituale l’accogliere questa verità, ovvero di essere palesemente in una condizione di bisogno, è il primo passo da compiere. Senza vergogna.

Il 2° passo

Il secondo suggerimento è altrettanto semplice e chiaro: il modo migliore per affrontare le difficoltà presenti è il celebrare un piccolo e umile, quanto sincero e verace, sacrificio. Non serve nulla di sensazionale, anzi. Basta offrire ciò che si ha, senza inutili sprechi. Non è ciò che si sacrifica che conta, ma la disposizione d’animo con cui lo si fa. Questo gesto, apparentemente inutile per la nostra mentalità utilitaristica e calcolatrice, è invece l’ordine mentale, ma soprattutto spirituale, vincente poiché, in un’ottica immanente della realtà, il pensiero e la parola sono azione. Ed il piccolo sacrificio, in linea con le condizioni di chi è in uno stato di indigenza, immediatamente armonizza le forze coinvolte con cui ci si dovrà confrontare.

Si potrebbe addirittura aggiungere che il dono di chi è “povero” (l’indigente) nei confronti di chi è “ricco” (Dio, un’autorità spirituale, religiosa, un ideale, un modello di vita, un’istituzione, un’immagine, etc…) segni l’inizio del rovesciamento di tutta la situazione. Il Libro, in questo senso, recita questo passo:

quando la diminuzione ha raggiunto il suo scopo, sopravviene certamente la fioritura. Perciò la diminuzione è l’inizio della fioritura, così come l’accrescimento, portando alla maturazione, segna l’inizio del declino”.

Quanta saggezza, verità e forza in queste parole.

Il 3° passo

Ovviamente lo scopo qui sopra inteso,  e lo possiamo segnare come terzo passo, è l’apprendimento dell’insegnamento morale ed etico che la Diminuzione porta con sé, e di conseguenza l’origine di una nuova consapevolezza sul funzionamento delle Leggi Universali in relazione alle nostre azioni e alla nostra felicità. Ma, nello stesso tempo, una sottile e liberatoria leggerezza si diffonde in tutta la situazione, poiché è un fatto naturale e certo che da questo momento in poi la situazione migliorerà.

E, da non trascurare per nulla, anche se non ne parleremo qui, la maturazione, ossia il conseguimento di un obiettivo, di una realizzazione che segna l’inizio del declino

Questo gioco dell’I Ching, del mostrare sempre l’ambivalenza delle situazioni del reale, struttura in maniera radicale tutta la sua analisi dell’esperienza umana sulla Terra. Non esiste mai un’interpretazione univoca o, peggio, manichea del valore di ciò che viviamo.

Il 4° passo

Il simbolo che rappresenta la Diminuzione è formato da un monte e da un lago. Il lago accoglie il monte, ed in questo movimento di accettazione, di avvicinamento, viene espressa l’idea di una qualità fondamentale per affrontare le avversità della vita: la resilienza. E questo potrebbe essere il quarto passaggio decisivo per affrontare una situazione di acclarato generale bisogno. Il lago, rappresentato dal trigramma inferiore, indica la serena pacatezza, la gioia ordinata e leggera che non trascende la misura del decoro e della dignità. Il monte, rappresentato dal trigramma superiore, “scendendo” verso il basso con la sua mole imponente, mostra l’ira e la potenziale forza distruttiva che viene accompagnata dentro i dolci confini del lago che lo accoglie, ossia: lo ospita “in sé”. E da qui si desume un altro importante insegnamento. Il quinto ed ultimo.

Il 5° passo

I due trigrammi esprimono una dinamica, un mutamento, che favorisce tutta la situazione: essi si vengono incontro, non c’è opposizione. Anzi. Il lago ( che rappresenta la gioia e la serenità) apre alla situazione, permette al monte (che suggerisce l’idea di ostacolo e difficoltà) di avvicinarsi spontaneamente, sfruttando la naturale inclinazione della situazione (il movimento che va dall’alto verso il basso).

In questo modo il monte è guidato ad assumere un comportamento controllato e a non sfogare in maniera compulsiva tutte le emozioni forti, aggressive, provocate dal constatare il fallimento dei propri sforzi o l’evidenza delle (proprie) carenze situazionali. In questo modo si determina una mediazione che ricompone uno scenario il quale, per quanto inesorabile nel suo verdetto e nella sua verità, mostra la strada della risalita, della ripartenza, del riscatto sicuro, intriso di una ben riposta speranza.

Non temere: è giunto il momento della risalita

Affrontare in maniera disordinata e rabbiosa i momenti oscuri  della vita, ed impietosi nei confronti delle nostre fragilità, dei nostri limiti e dei nostri fallimenti, non porta nulla di buono o peggio: tende a complicare ulteriormente la situazione.

Non è facile ma questo è. Ad ogni modo, quando compare questo simbolo, con il giusto atteggiamento si può esser sicuri che la caduta è terminata e che è giunto il momento propizio per risalire.

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  • Marco Virgilio Foroni, alias La Via di Oqram, esplora da 30’anni le pratiche divinatorie di ogni continente.

    Ora, ne ha fatte sue in particolare tre: l’I Ching (Libro dei Mutamenti), i Tarocchi Marsigliesi e l’Acutomanzia.

    La sua storia ha avuto inizio quando, in un periodo di estrema solitudine e sofferenza, gli regalarono il Libro dei Mutamenti. Appena il testo magico gli fu posato tra le mani una potente verticale vibrazionale gli attraversò dall’alto in basso il Sushumna Nadi (la colonna vertebrale). Nell’oscurità magmatica ma vitale del suo inconscio si attivò un lungo processo catartico e rivelatore, che lo avrebbe trasformato radicalmente.

    Nel contempo, come uno zelante discepolo della Verità, acquisì una laurea in filosofia e colse con lucida ed intuitiva irrazionalità il Mistero del Fiore d’Oro.
    Lo sfiorò velatamente con le labbra e odorò delicatamente il profumo del principio trasversale ed invincibile del linguaggio simbolico, capace di rovesciare ogni ordine e ogni umana legge, capace di superare ogni categoria di spazio e di tempo.

    Capace di sentire lo sfuggente acuto lirico dell’Unità con il Tutto.

    Ancorato alla tradizione, la pratica de La Via di Oqram conserva l’arcaico e radicale carattere predittivo. Ma, nello stesso tempo, propone una visione della vita, della realtà, completa ed attenta alle esigenze della contemporaneità, poiché attinge dalle conoscenze sapienziali delle grandi tradizioni europee ed orientali, integrandole con gli attuali bisogni del Sè.

    Il suo orizzonte di senso cavalca l’onda orientale del Taoismo, del Buddismo, del Confucianesimo, incarnata nello sguardo prometeico, pratico e sintetico, dell’Occidente.
    In un’immagine: divinazione evolutiva.

    Disponibile per consultazioni, serate di divulgazione e corsi di formazione.

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